
Tumori Ossei Primitivi
Che cosa sono?
Sono malattie che possono avere origine dalla trasformazione di qualunque cellula di cui è composto un osso.
Tutti i segmenti ossei possono essere colpiti, ma in genere le ossa che hanno una rapida crescita come le parte terminali delle ossa lunghe sono le più colpite.
Distinguiamo forme benigne che non danno metastasi e rimangono localizzate potendo causare esclusivamente sintomi locali, e forme maligne
Chi colpisce?
È un patologia rara, circa 1 caso ogni 100000 abitanti.
L’osteosarcoma ed il Sarcoma di Ewing sono le forme primitive ossee maligne che colpiscono per lo più giovani nelle prime 3 decadi di vita, mentre in età adulta le forme maligne più comuni sono il Mieloma Multiplo ed il Condrosarcoma.
Quali sono le cause?
Sono in gran parte sconosciute:
- Rapida crescita del tessuto osseo
- predisposizione genetica
- esposizione a radiazioni
- particolari sindromi (es. malattia delle esostosi multiple,etc)
Quali sono i sintomi?
- Dolore, inizialmente intermittente, successivamente costante con il progredire della malattia e poco responsivo ai comuni antidolorifici
- Tumefazione
- Fratture patologiche
- Perdita di peso, astenia
Come fare diagnosi?
È necessaria un’accurata visita ortopedica ed un approccio multidisciplinare.
- Radiografia della regione sospetta
- TAC e RMN con mezzo di contrasto
- PET-TAC
- Scintigrafia ossea
Dopo l’esecuzione di questi esami, sarà necessario eseguire una biopsia ossea che permette di diagnosticare con certezza il tumore. La biopsia rappresenta l’ultimo step diagnostico ed il primo step chirurgico del trattamento dei tumori ossei. Viene eseguito in anestesia tramite appositi aghi sotto guida radiografica o TAC.
Come si tratta?
Il trattamento prevede un approccio multidisciplinare che coinvolge molteplici figure tra cui l’ortopedico, l’oncologo ed il radioterapista. Esistono diversi protocolli di trattamento che dipendono dall’istotipo, dall’aggressività, dallo stadio del tumore (localizzato, metastatico, recidivante).
Il trattamento in genere è dato dalla combinazione della chirurgia, chemioterapia e radioterapia
Il trattamento chirurgico delle forme maligne, prevede l’escissione ad ampi margini del tumore a cui farà seguito una parte ricostruttiva che può avvalersi di particolari protesi tumorali, innesti ossei, eventuali lembi di copertura con ausilio di chirurghi plastici. Tutto ciò è stato reso possibile dal miglioramento delle terapie adiuvanti, diagnostiche e delle tecniche chirurgiche che hanno ridotto enormemente gli interventi di amputazioni per queste patologie, rendendo la chirurgia di salvataggio dell’arto (Limb Salvage Surgery) una realtà per la maggior parte di questi tumori.
Il trattamento chirurgico delle forme benigne, prevede l’escissione o il curettage della lesione a cui farà seguito una parte ricostruttiva che può avvalersi di particolari protesi tumorali, innesti ossei, eventuali lembi di copertura con ausilio di chirurghi plastici.
Quale anestesia viene praticata?
L’intervento viene svolto in genere in anestesia generale o periferica.
Quanto dura il ricovero?
L’intervento ed il ricovero dipendono dal tipo di intervento che vengono eseguiti
Come è il decorso post-operatorio?
Dipenderà dal tipo di procedura eseguita. In genere dopo l’intervento di asportazione e ricostruzione è necessario un lungo periodo riabilitativo volto al recupero della funzionalità.
Metastasi ossee
Che cosa sono?
Sono lesioni secondarie che non originano dall’osso, ma sono causate da cellule tumorali maligne migrate in questa sede da altri organi sede della neoplasia primitiva.
Tutti i segmenti ossei possono essere colpiti, ma in genere le ossa maggiormente colpite sono le vertebre, il bacino e le ossa lunghe.
Chi colpisce?
Al contrario delle forme primitive che sono rare, le metastasi ossee sono molto frequenti con un incidenza di circa 35000 nuovi casi anno in Italia, in aumento soprattutto grazie della maggiore sopravvivenza dei malati oncologici .
Le metastasi ossee sono le più comuni dopo quelle al polmone e al fegato.
Quali sono le cause?
Tutti i tumori teoricamente possono dare metastasi ossee.
I più comuni sono:
- Mammella
- Prostata
- Polmone
- Tiroide
- Rene
Il rischio dipende dal tipo di tumore e dallo stadio dello stesso.
Quali sono i sintomi?
- Dolore, inizialmente intermittente, successivamente costante con il progredire della malattia e poco responsivo ai comuni antidolorifici
- Tumefazione
- Fratture patologiche
- Compressione midollare
- Ipercalcemia
- Perdita di peso, astenia
Come fare diagnosi?
È necessaria un’accurata visita ortopedica ed un approccio multidisciplinare.
- Radiografia della regione sospetta
- TAC e RMN con mezzo di contrasto
- PET-TAC
- Scintigrafia ossea
Dopo l’esecuzione di questi esami, sarà necessario eseguire una biopsia ossea che permette di diagnosticare con certezza il tumore qualora ci fosse un dubbio circa l’origine della neoplasia. La biopsia rappresenta l’ultimo step diagnostico ed il primo step chirurgico del trattamento dei tumori ossei. Viene eseguito in anestesia tramite appositi aghi sotto guida radiografica o TAC.
Come si tratta?
Il trattamento prevede un approccio multidisciplinare che coinvolge molteplici figure tra cui l’ortopedico, l’oncologo ed il radioterapista. Esistono diversi protocolli di trattamento che dipendono dall’istotipo, dall’aggressività, dallo stadio del tumore (localizzato, metastatico, recidivante)e dalla prognosi del paziente.
Il trattamento in genere è dato dalla combinazione della chirurgia, chemioterapia e radioterapia ed ha come obiettivo lo scopo di migliorare la qualità della vita tramite un controllo del dolore, la prevenzione ed il trattamento delle fratture patologiche, migliorare l’autonomia del paziente, ridurre e trattare la progressione del tumore.
Il trattamento chirurgico prevede l’escissione ad ampi margini della metastasi a cui farà seguito una parte ricostruttiva che può avvalersi di particolari protesi tumorali, innesti ossei, eventuali lembi di copertura con ausilio di chirurghi plastici nei pazienti con metastasi isolate a buona prognosi.
Nel caso di pazienti a scarsa prognosi il trattamento prevede un osteosintesi interna rigida (chiodi endomidollari lunghi, placche e cemento) seguita dalla radioterapia o una sostituzione protesica.
Esistono inoltre molteplici approcci palliativi mininvasivi che risultano particolarmente efficaci nella gestione del dolore (termoablazione, crioablazione, ultrasuoni focalizzati ad alta intensità, cementoplastica, elettrochemioterapia, embolizzazione)
Quale anestesia viene praticata?
L’intervento viene svolto in genere in anestesia generale o periferica.
Quanto dura il ricovero?
L’intervento ed il ricovero dipendono dal tipo di intervento che vengono eseguiti
Come è il decorso post-operatorio?
Dipenderà dal tipo di procedura eseguita. In genere dopo l’intervento di asportazione e ricostruzione è necessario un periodo riabilitativo volto al recupero della funzionalità.
Tumori dei tessuti molli
Che cosa sono?
Sono delle neoplasie benigne e maligne che comprendono un alta varietà di sottotipi (circa 70) e derivano dalle cellule dei tessuti molli dell’organismo (muscoli, tessuti fibrosi, vasi sanguigni e linfatici, nervi, tessuto adiposo).
Chi colpisce?
Le lesioni benigne sono circa 10 volte più frequenti di quelle maligne.
Le forme maligne hanno un incidenza di circa 15-35 casi ogni milione di abitanti.
La sede maggiormente colpita sono gli arti inferiori, ma possono localizzarsi in qualsiasi zona dell’organismo.
Quali sono le cause?
Sono in gran parte sconosciute:
- predisposizione genetica
- esposizione a radiazioni
- linfedema cronico
- carcinogeni ambientali
- Infezioni (HIV,EBV)
Quali sono i sintomi?
- Massa
- Tumefazione
- Dolore può non essere presente se non nelle fasi avanzate
- In base alla sede può causare sintomi compressivi neurologici
Come fare diagnosi?
È necessaria un’accurata visita ortopedica ed un approccio multidisciplinare.
- Ecografia
- RMN con mezzo di contrasto
- TAC / PET-TAC
Dopo l’esecuzione di questi esami, sarà necessario eseguire una biopsia che permette di diagnosticare con certezza il tumore. La biopsia rappresenta l’ultimo step diagnostico ed il primo step chirurgico del trattamento dei tumori ossei. Viene eseguito in anestesia tramite appositi aghi sotto guida ecografica o TAC.
Come si tratta?
Il trattamento prevede un approccio multidisciplinare che coinvolge molteplici figure tra cui l’ortopedico, l’oncologo ed il radioterapista. Esistono diversi protocolli di trattamento che dipendono dall’istotipo, dall’aggressività, dallo stadio del tumore (localizzato, metastatico, recidivante).
Il trattamento in genere è dato dalla combinazione della chirurgia, chemioterapia e radioterapia
Il trattamento chirurgico delle forme maligne, prevede l’escissione ad ampi margini del tumore a cui farà seguito una parte ricostruttiva che può avvalersi anche di lembi di copertura con ausilio di chirurghi plastici..
Il trattamento chirurgico delle forme benigne, prevede in genere esclusivamente l’escissione.
Quale anestesia viene praticata?
L’intervento viene svolto in genere in anestesia generale o periferica.
Quanto dura il ricovero?
L’intervento ed il ricovero dipendono dal tipo di intervento che vengono eseguiti
Come è il decorso post-operatorio?
Dipenderà dal tipo di procedura eseguita. In genere dopo l’intervento di asportazione e ricostruzione è necessario un periodo riabilitativo volto al recupero della funzionalità.
