Lesioni del tendine d’Achille

Il tendine d’Achille è il più grande tendine del corpo umano ed ha il compito di unire i due principali muscoli del polpaccio (soleo e gastrocnemio) al calcagno.

Data la sua importante funzione e sollecitazioni a cui viene sottoposto, può essere colpito da diverse patologie.

Tendinopatia achillea

Che cos’è?

È un processo infiammatorio cronico con una progressiva degenerazione delle fibre del tendine che consiste di una serie di 3 diverse condizioni:

  • Tendinopatia inserzionale achillea
  • Deformità di Haglund (ingrandimento della tuberosità posterosuperiore del calcagno) e borsite retrocalcaneare
  • Tendinopatia non inserzionale achillea

Quali sono le cause?

  • Microtraumi ripetuti
  • Sovraccarico 
  • Piede cavo o piatto
  • Calzature inadequate
  • Retrazioni  e squilibri muscolari
  • Malattie sistemiche infiammatorie (artrite reumatoide, psoriasi, gotta)
  • Uso di farmaci come steroidi ed antibiotici fluorochinolonici

Chi colpisce?

Colpisce i pazienti attivi, tra i 25 ed i 50 anni, più frequentemente uomini.

Quali sono i sintomi?

  • Dolore, tumefazione, arrossamento lungo il decorso del tendine
  • Il dolore è accentuato dall’attività fisica e con la dorsiflessione
  • Prominenza ossea retrocalcaneare

Come fare diagnosi?

La diagnosi è principalmente clinica.

Sara necessario eseguire:

  • Una radiografia del piede e della caviglia che metterà in evidenza calcificazioni intratendinee ed inserzionali e/o una protuberanza ossea
  • Risonanza magnetica che evidenzierà l’entità della degenerazione delle fibre

Come si tratta?

Il trattamento conservativo è la prima linea di trattamento e risulta essere efficace nella maggioranza dei casi.

  • Modifiche dell’attività fisica
  • Modifica delle calzature (rialzo, tutori)
  • Terapie anti-infiammatorie
  • ghiaccio
  • Terapie fisiche (tecarterapia, onde d’urto)
  • Infiltrazioni di PRP
  • esercizi di stretching e di rinforzo della fascia plantare e dei muscoli della catena posteriore della gamba

Il trattamento chirurgico è indicata dopo mesi di fallimento di trattamento. Abbiamo diverse tecniche mini-invasive in base alla diversa diagnosi e caratteristiche della patologia.

  • Escissione della borsa retrocalcaneare, debridment del tendine degenerato
  • Resezione della prominenza ossea calcaneare
  • Rinforzo del tendine con trasfer tendinei
  • Suture del tendine
  • Tenotomie percutanee
  • Osteotomia di Zadek

Quale anestesia viene praticata?

L’intervento viene eseguito in anestesia periferica.

Quanto dura il ricovero?

L’intervento ed il ricovero vengono svolti in regime di day o one day-hospital 

Com’è il decorso post-operatorio?

Dipenderà dal tipo di procedura eseguita. In genere sarà  necessaria una immobilizzazione in tutore articolato ed il divieto di carico per circa 2-6 settimane sull’arto operato. Successivamente sarà concesso un carico progressivo e l’inizio di un percorso fisiochinesioterapico al fine di recuperare l’articolarità della caviglia, il trofismo muscolare e lo schema del passo. Il ritorno all’attività sportiva con carico richiede circa 3-6 mesi.

Rottura acuta del tendine d’Achille

Che cos’è?

È una lesione totale o parziale del tendine causata da un improvviso aumento della tensione sul tendine spesso a seguito di un trauma durante un’attività sportiva. È localizzata in genere a circa 4-6 cm dall’inserzione calcaneare che rappresenta la zona meno vascolarizzata.

Chi colpisce?

Colpisce prevalentemente gli uomini (che costituiscono l’84% dei casi), tra i 30 ed i 50 anni.

Quali sono le cause?

È causata principalmente da un meccanismo traumatico indiretto dovuto ad un improvvisa flessione plantare forzata o ad una violenta dorsiflessione in un piede che si trova flesso plantarmente.

Fattori di rischio:

  • tendinopatia cronica achillea
  • uso di fluorochinolonici e di terapie sistemiche croniche o infiltrative locali con cortisonici.

Quali sono i sintomi?

  • sensazione di schiocco improvviso “pop”
  • dolore nel retropiede
  • dolore e difficoltà nella flessione plantare
  • debolezza e difficoltà nella deambulazione 

Come fare diagnosi?

La diagnosi è prettamente clinica. L’ecografia ed eventualmente la risonanza magnetica confermano e caratterizzano la lesione.

Come si tratta?

Il trattamento è chirurgico e consiste nel suturare il tendine con lunghezza e tensione appropriate attraverso metodiche sia a cielo aperto che mininvasive al fine di permettere un più rapido e miglior recupero funzionale. 

Quale anestesia viene praticata?

L’intervento viene eseguito in anestesia periferica.

Quanto dura il ricovero?

L’intervento ed il ricovero vengono svolti in regime di day-hospital o one-day surgery.

Com’è il decorso post-operatorio?

In entrambe le condizioni, dopo l’intervento, è necessaria una immobilizzazione in tutore articolato ed il divieto di carico per circa 4-6 settimane. Successivamente sarà concesso un carico progressivo e l’inizio di un percorso fisiochinesioterapico al fine di recuperare l’articolarità della caviglia, il trofismo muscolare e lo schema del passo. Il ritorno all’attività sportiva richiede circa 6 mesi.