Artrosi

Che cos’è?
È una patologia degenerativa che può colpire tutte le articolazioni del corpo umano caratterizzata da una progressiva usura della cartilagine articolare che determina un quadro ingravescente di infiammazione cronica, dolore, rigidità e limitazione dei movimenti.
Chi colpisce?
È una della cause più comuni di disturbi dolorosi. Colpisce il 10% della popolazione in generale ed oltre il 50% della popolazione dopo i 50 anni.
Quali sono le cause?
Distinguiamo vari tipi.
- Artrosi Primaria Idiopatica
- Artrosi secondaria conseguenza di fratture, traumi, interventi chirurgici, infezioni, malattie reumatiche o croniche, etc.
- Artrosi localizzata (monoarticolare)
- Artrosi generalizzata (pluriarticolare)
Quali sono i sintomi?
- Dolore
- Limitazione del movimento
- Rigidità
- Deformità articolare
- Tumefazione
- I sintomi variano in base alla sede anatomiche interessata dalla patologia
Come fare diagnosi?
È necessaria un’accurata visita ortopedica.
In genere una radiografia dell’articolazione è sufficiente per effettuare una diagnosi.
In alcune condizioni l’esecuzione di una TAC o risonanza magnetica si rende necessaria per una definizione diagnostica più accurata.
Come si tratta?
Esistono molteplici trattamenti conservativi e molteplici tecniche chirurgiche in base alla gravità della deformità e della sintomatologia
Il trattamento conservativo che non ha un azione curativa ma puramente sintomatica consiste nel modificare lo stile di vita (calo ponderale, modifica dell’attività fisica), terapie antinfiammatorie ed antidolorifiche (paracetamolo, FANS), terapie infiltrative (acido iarulonico, cortisone, PRP), crioterapia, terapie fisiche.
Il trattamento chirurgico è indicato nei casi in cui in trattamento conservativo non sia risolutivo e nelle forme avanzate di artrosi. In genere la chirurgia protesica è l’intervento maggiormente praticato soprattutto nelle articolazioni che hanno un maggior grado di movimento permettendo la risoluzione della sintomatologia ed il recupero della normale articolarità. In specifiche condizioni ed in specifiche articolazioni possono essere presi in considerazioni altri tipologie di interventi come le osteotomia e artrodesi.
Artrosi dell’anca

Che cos’è?
È una patologia degenerativa dell’articolazione dell’anca che causa una progressiva perdita della cartilagine articolare a livello dell’articolazione coxo femorale comprendente la testa del femore e la cavità acetabolare.
Chi colpisce?
È una patologia comune : 88 casi /100000 persone l’anno.
Colpisce per lo pìù paziente oltre la 5°-6° decade di vita
Quali sono le cause?
Distinguiamo vari tipi.
- Artrosi Primaria Idiopatica
- Artrosi secondaria conseguenze di fratture, traumi, interventi chirurgici, infezioni, malattie reumatiche o croniche, etc.)
Fattori di rischio modificabili:
- Traumi articolari
- Debolezza muscolare
- Attività lavorative che comportano un alto sforzo fisico
- Attività sportive ad alto impatto
Fattori di rischio non modificabili:
- Sesso (F>M)
- Età
- Fattori genetici
- Deformità congenite o acquisite (displasia congenita dell’anca, epifisiolisi, malattia di Legg-Calvè-Perthes)
Quali sono i sintomi?
La sintomatologia dipenderà dalla gravità della patologia
- Dolore in regione inguinale che può irradiarsi nella regione anteromediale della coscia fino al ginocchio
- Dolore in regione trocanterica
- Limitazione del movimento dell’anca (incapacità ad indossare le scarpe o i calzini)
- Rigidità
Come fare diagnosi?
È necessaria un’accurata visita ortopedica.
In genere una Radiografia del bacino è sufficiente per effettuarere una diagnosi ( assottigliamento della rima articolare, osteofiti, geodi, sclerosi ossea, deformità articolare).
In alcune condizioni l’esecuzione di una TAC o Risonanza magnetica si rende necessaria per una definizione diagnostica più accurata.
Come si tratta?
Il trattamento conservativo non ha un azione curativa ma puramente sintomatica:
- modificare lo stile di vita (calo ponderale, modifica dell’attività fisica),
- terapie antinfiammatorie o antidolorifiche
- terapie infiltrative (acido iarulonico, cortisone, PRP)
Il trattamento chirurgico è indicato nei casi in cui in trattamento conservativo non sia risolutivo e nelle forme avanzate di artrosi. In genere la artroprotesi totale di anca è l’intervento di scelta.
In alcune forme iniziali un debridment artroscopico può essere indicato in specifici casi.
Artrosi del ginocchio

Che cos’è?
È una patologia degenerativa dell’articolazione del ginocchio che causa una progressiva perdita della cartilagine articolare a livello dell’articolazione femoro-tibiale e femoro-rotulea.
Chi colpisce?
È una patologia comune : 240 casi /100000 persone l’anno.
Colpisce per lo pìù pazienti oltre la 5°-6° decade di vita
Quali sono le cause?
Distinguiamo vari tipi.
- Artrosi Primaria Idiopatica
- Artrosi secondaria conseguenze di fratture, traumi, interventi chirurgici, infezioni, malattie reumatiche o croniche, etc.)
Fattori di rischio modificabili:
- Traumi articolari (pregresse fratture, lesioni legamentose e meniscali)
- Debolezza muscolare
- Attività lavorative che comportano un alto sforzo fisico e ripetute flessioni del ginocchio
- Obesità
Fattori di rischio non modificabili:
- Sesso (F>M)
- Età
- Fattori genetici
Quali sono i sintomi?
La sintomatologia dipenderà dalla gravità della patologia
- Dolore a livello dell’articolazione del ginocchio
- Limitazione del movimento del ginocchio
- Rigidità
- Instabilità
- Tumefazione e dolore incrementato dall’attività
Come fare diagnosi?
È necessaria un’accurata visita ortopedica.
In genere una Radiografia del ginocchio destro e sinistro a confronto sotto carico è sufficiente per effettuare una diagnosi (assottigliamento della rima articolare, osteofiti, geodi, sclerosi ossea, deformità articolare).
In alcune condizioni l’esecuzione di una TAC o Risonanza magnetica si rende necessaria per una definizione diagnostica più accurata.
Come si tratta?
Il trattamento conservativo non ha un azione curativa ma puramente sintomatica:
- modificare lo stile di vita (calo ponderale, modifica dell’attività fisica)
- rinforzo muscolare
- terapie antinfiammatorie o antidolorifiche
- terapie infiltrative (acido iarulonico, cortisone, PRP)
Il trattamento chirurgico è indicato nei casi in cui in trattamento conservativo non sia risolutivo e nelle forme avanzate di artrosi. In genere la artroprotesi totale o monocompartimentale di ginocchio è l’intervento di scelta, mentre in specifiche condizioni un osteotomia tibiale soprattutto nei pazienti giovani può essere indicata.
Artrosi della caviglia

Che cos’è?
È una patologia degenerativa dell’articolazione della caviglia che causa una progressiva perdita della cartilagine articolare a livello dell’articolazione tibio-peroneo-astragalica comprendente la tibia e perone distale e l’astragalo.
Chi colpisce?
È una patologia meno comune rispetto l’artrosi dell’anca e del ginocchio.
Colpisce per lo pìù paziente oltre la 5°-6° decade di vita
Quali sono le cause?
Distinguiamo vari tipi.
- Artrosi Post-Traumatica è la causa più comune (pregresse fratture tibia, perone, astragalo, instabilità di caviglia, lesioni osteocondrali)
- Artrosi Primaria Idiopatica
- Artrosi secondaria a malattie reumatiche, osteonecrosi, infezioni, gotta, emofilia
Quali sono i sintomi?
La sintomatologia dipenderà dalla gravità della patologia
- Dolore a livello della caviglia
- Limitazione del movimento e rigidità
- Tumefazione
Come fare diagnosi?
È necessaria un’accurata visita ortopedica.
In genere una radiografia sotto carico dell’articolazione tibiotarsica sotto carico è sufficiente per effettuare una diagnosi (assottigliamento della rima articolare, osteofiti, geodi, sclerosi ossea, deformità articolare).
In alcune condizioni l’esecuzione di una TAC o Risonanza magnetica si rende necessaria per una definizione diagnostica più accurata.
Come si tratta?
Il trattamento conservativo non ha un azione curativa ma puramente sintomatica:
- modificare lo stile di vita (calo ponderale, modifica dell’attività fisica)
- terapie antinfiammatorie o antidolorifiche
- terapie infiltrative (acido iarulonico, cortisone, PRP)
- tutori
Il trattamento chirurgico è indicato nei casi in cui in trattamento conservativo non sia risolutivo e nelle forme avanzate di artrosi.
- Debridment artroscopico con rimozione degli osteofiti in caso di impingment nelle fasi iniziali della patologia
- Osteotomie correttive tibiali volte a migliorare l’allineamento dell’articolazione nelle fase iniziali ed intermedie della patologia
- Artrodesi tibiotarsica: intervento che permette una risoluzione del dolore ed un ritorno all’attività della vita quotidiana ma comporta la perdita del movimento della caviglia. Indicato nei casi di gravi deformità, infezioni e nei pazienti giovani.
- Artroprotesi totale di caviglia
Artrosi della spalla

Che cos’è?
È una patologia degenerativa dell’articolazione della spalla che causa una progressiva perdita della cartilagine articolare a livello della testa omerale e della glenoide scapolare.
Chi colpisce?
È la terza come frequenza tra le grandi articolazione coinvolta dalla patologia artrosica
Il 5-20% della popolazione adulta che lamenta dolori alla spalla presenta un quadro di artrosi
Colpisce per lo pìù pazienti oltre la 5°-6° decade di vita
Quali sono le cause?
Distinguiamo vari tipi.
- Artrosi Primaria Idiopatica
- Artrosi secondaria conseguenze di fratture, traumi, lussazioni, artropatia da patologie della cuffia dei rotatori, interventi chirurgici, infezioni, malattie reumatiche o croniche, osteonecrosi)
Quali sono i sintomi?
La sintomatologia dipenderà dalla gravità della patologia
- Dolore a livello della spalla incrementato dall’attività
- Limitazione del movimento
- Dolore notturno
Come fare diagnosi?
È necessaria un’accurata visita ortopedica.
- Radiografia della spalla è sufficiente per effettuare una diagnosi (assottigliamento della rima articolare, osteofiti, geodi, sclerosi ossea, deformità articolare).
- TAC utile per valutare la morfologia dell’articolazione e per un accurato planning preoperatorio
- Risonanza magnetica per valutare la presenza di una patologia della cuffia dei rotatori.
Come si tratta?
Il trattamento conservativo non ha un azione curativa ma puramente sintomatica:
- terapie antinfiammatorie o antidolorifiche
- terapie infiltrative (acido iarulonico, cortisone, PRP)
Il trattamento chirurgico è indicato nei casi in cui in trattamento conservativo non sia risolutivo e nelle forme avanzate di artrosi. In genere la artroprotesi totale di spalla è l’intervento di scelta.
